Congedo parentale e bonus babysitter ai tempi del coronavirus

decreto 11 marzo

Sicurezza e sanità al primo posto, ma ora il governo pensa anche alle famiglie con congedo parentale e bonus babysitter nel nuovo Decreto Cura Italia del 17 marzo.
Con la conferma della chiusura di tutte le attività scolastiche fino al 3 aprile, dall’asilo nido all’università, al fine di limitare le situazioni di possibile contagio e diffusione del nuovo coronavirus, la gestione dei figli diventa un’ulteriore emergenza da fronteggiare.

Sono molte le famiglie che fanno affidamento su asili nido, scuole materne, scuole di primo e secondo grado per la gestione dei figli nell’orario di lavoro. Purtroppo non sempre sono presenti nonni o parenti in grado di dare una mano a far incastrare gli orari di lavoro con il ménage familiare: un po’ per questioni di età o salute, un po’ per la distanza che li separa.
Se questo era già un problema, ora è diventata una situazione insostenibile.

Il decreto emanato dal Governo fa chiarezza sulle misure straordinarie stanziate per fronteggiare l’emergenza coronavirus e il difficile periodo di isolamento che si preannuncia nelle prossime settimane.

Due in particolare le iniziative pensate per il sostegno della famiglia:

Congedo parentale

Il congedo parentale esiste già, è disciplinato dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151

Per ogni bambino, nei primi suoi otto anni di vita, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalita’ stabilite dal presente articolo. I relativi congedi parentali dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di dieci mesi, [che viene elevato a 11 mesi se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a tre mesi]. Nell’ambito del predetto limite, il diritto di astenersi dal lavoro compete:
a) alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternita’ di cui al Capo III, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi;
b) al padre lavoratore, dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi, elevabile a sette nel caso di cui al comma 2;
c) qualora vi sia un solo genitore, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi.

art.31 Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151

Negli anni successivi il decreto è stato integrato, ad esempio è stata estesa la possibilità di richiedere congedo parentale fino ai 12 anni di vita del bambino (con retribuzione pari al 30% da 0 a 6 anni, e da 6 a 8 solo con limiti di reddito, mentre dagli 8 anni e un giorno ai 12 anni, il congedo non è indennizzato).

Con il Decreto Cura Italia del 17 marzo viene previsto per lavoratori dipendenti privati, lavoratori iscritti alla gestione separata e lavoratori autonomi, un congedo parentale straordinario con durata fino a 15 giorni e un indennizzo pari al 50% della retribuzione fino ai 12 anni di età del bambino (dai 12 ai 16 anni il congedo non prevede remunerazione). Il congedo decorre dal 5 marzo ed è usufruibile per un periodo frazionato o continuato, alternativamente da entrambi i genitori, sempre per un massimo di 15 giorni complessivi.

Bonus babysitter

Introdotto in via sperimentale per il triennio 2013-2015, prorogato per il 2017 e il 2018 e infine non più rinnovato per il 2019, il voucher babysitter prevedeva la possibilità per la madre lavoratrice dipendente o autonoma di richiedere, in alternativa al congedo parentale, un voucher di massimo 600€ per l’acquisto di servizi di baby sitting o per il pagamento delle rette del nido per un massimo di sei mesi (3 se la madre è lavoratrice autonoma).

Con il Decreto Cura Italia del 17 marzo il voucher babysitter viene quindi ripristinato in via straordinaria, in alternativa al congedo parentale, il voucher da 600€ è richiedibile solo dalle famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano come dipendenti o autonomi e con figli di età inferiore ai 12 anni e viene erogato mediante il libretto famiglia.
Il voucher babysitter viene incrementato a 1000€ per il personale sanitario.

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